I COLONNINI DI PIAZZA DEL CAMPO
I colonnini
I colonnini di Piazza del Campo sono per i senesi come i mobili di casa: ne conosci i tarli, li senti tuoi e magari li ignori anche un pò come tutte le cose che ritieni da sempre acquisite. Quei colonnini ti fanno sentire ancora di più
nel salotto di casa tua, nella tua Piazza del Campo.
Da ragazzo hai fatto le corse nel giorno del Palio per "prendere" il tuo colonnino, per occuparlo, per poter vedere così in modo ottimale la corsa. Da adulto quancuno si è trovato a scambiarci
anche un paio di parole; proprio con il colonnino, a tarda ora e magari dopo "aver alzato il gomito un pò di troppo", come era solito fare Gostino, famoso personaggio dei fumetti di Tambus (Bruno Tanganelli) degli anni '60; Gostino che parlava con il colonnino.
E poi i colonnini sono usati dai senesi anche come unità di misura: "Ha vinto di tre colonnini!"; dire abituale
per indicare i distacchi dei cavalli.
Ma il fatto di averli visti sempre lì... nel salotto di casa tua non vuol dire che vi siano stati da sempre infatti....
La storia
Tutto ha avuto inizio il 16 gennaio 1808 quando fu dato "il via ai lavori" per l'istallazione intorno alla Piazza del Campo di 71 colonnini, oltre ad altri 19 allineati di fronte al Palazzo Pubblico.
Questi colonnini che circondano la piazza avevano lo scopo di sorreggere le catene di ferro che venivano montate per l'occasione delle corse del Palio, per contenere gli spettatori, mentre quelli di fronte al palazzo Pubblico, separavano il passaggio dei pedoni all'uscita dal Teatro dei Rinnuovati, dal movimento delle carrozze.
Nel 1868, quando la Fonte Gaia scolpita da Jacopo della Quercia venne sostituita con la copia realizzata da Tito Sarrocchi, anche i colonnini furono rimpiazzati dagli attuali, eseguiti su disegno dell'architetto Giuseppe Partini, maestro del Purismo senese. Quest'ultimi sono di forma ottagonale e dotati di una piacevole integrazione faunistica in ferro battuto alla base..
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