DANNI NEL RESTAURO DELL'ANTIPORTO
La storia
L'interno dell'Antiporto di Camollia custodisce una delle piu antiche memorie iconografiche degli animali simbolo delle Contrade di Siena.
Gli affreschi interni hanno avuto più interventi: dell'opera iniziale trecentesca tradizionalmente attribuita a Simone Martini ne rimaneva poco quando intervenne sulla Madonna in gloria (la parte frontale dell'interno) Alessandro Casolani nella seconda metà del '500. Un secolo dopo venne incaricato Giuseppe Nicola Nasini (1657/1736) di intervenire sulla Madonna; ma il pittore senese realizzò anche
nei quattro peducci e nelle volte laterali una specie di foresta nella quale inserì in aree tondeggianti i simboli delle diciassette contrade.
I danni
Nel gennaio 1944, a seguito dei bombardamenti alleati alla stazione che colpirono gravemente anche l'adiacente chiesa di Santa Petronilla, l'affresco venne seriamente danneggiato (riaffiorarono i resti dell'opera del Casolani).
Successivamente venne ulteriormente danneggiato dall'incuria, dalle infiltrazioni d'acqua e dagli escrementi dei piccioni.
Il recente restauro ha creato sovrastutture di troppo e gravi errori di pseudo-restauro.
I simboli delle Contrade danneggiati e scomparsi
Purtroppo alcuni simboli sono spariti del tutto (Nicchio e Pantera), altri irrimediabilmente alterato (Selva) ed un altro ha addirittura cambiato aspetto e posto (Aquila).
Considerazioni e raffronti sono possibili grazie al materiale fotografico, in bianco e nero, di "Foto Grassi" e di quello più recente, in fase di restauro, di "Photonova" che possiamo vedere nella sequenza di immagini sotto.
Alcune differenze fra l'originale e l'attuale
Il primo falso fra la foto in bianco/nero del Grassi e la raffigurazione attuale è riscontrabile nell'affresco di sinistra dove accanto al simbolo della Torre troviamo un piccolo rapace (nulla a che vedere con l'imponenza del simbolo dell'Aquila); questo nodesto rapace (nell'intenzione del restauratore forse una civetta) addirittura ha preso il posto della testa di una Pantera immagini sotto: 1-2
Altro stravolgimento progressivo ve lo proponiamo sotto nelle immagini 3-4-5 dove è possibile vedere nella foto in bianco/nero del Grassi un ben definito simbolo dell'Aquila e sotto, dopo un intreccio di rani il simbolo del Nicchio; nelle due immagini successive (foto Lensini) che si riferisconi al restauro vediamo un Aquila con un pennaggio
accentuato e purtroppo il simbolo del Nicchio completamente scomparso e non recuperato mangiato dal rintonacamento in atto.
L'ultimo restauro sembra averci consegnato un ... nido (immagine 6), che qualcuno anche recentemente ha scritto trattasi dell'emblema della Selva. Una foto di Lensini fatta prima dell'intervento ci svela che non si tratta di un nido bensì di una borsa da cacciatore con tanto di frange, attraversata da un corno da caccia ed altri utensili venatori che, questi
in realtà, rappresentavano la Contrada di Vallepiatta (immagine 7). Il restauratore ha trasformato tutto quanto in un ... nido.
|
I simboli delle Contrade nell'Antiporto
|
| |